Ventisette Maggio 2017 ore 23.30: chiedetemi se sono felice.

Novembre 2016: non ricordo esattamente la data, ma ricordo molto bene l’attimo in cui, davanti ad una sorta di fienile, il mio cuore è impazzito. Chiamiamole intuizioni, chiamiamole visioni, chiamiamole piccole gioie quotidiane. Un ritorno all’essere bambini, l’odore del fieno, della campagna, delle corse a piedi nudi dell’erba. Alle mie spalle le cime montagnose innevate e di fronte il fondovalle che si apre. Certi posti li devi sentire perché il “vederli” a volte non basta. Ed è così che una immagine mi si para davanti agli occhi: lunghe tavolate di legno grezzo, sedute leggere, tovaglie a quadretti su cui si adagiano fiori di campo e tanto tanto colore. Ed è ciò Ettore e Maila avrebbero voluto per il loro matrimonio: una cerimonia intima celebrata in giardino, seguita poi da un pranzo informale coi parenti più stretti ed al tramonto una festa in piena regola. E non parlo di wedding party ma parlo volutamente di festa! Festa all’italiana, quelle feste con tanti, tanti amici, quelle con le lucine appese ed i palloni di carta. Quelle dove la band suona dal vivo le canzoni degli anni ’80, quelle con cui ci siamo scambiati i primi baci. Quelle belle feste di paese dove un posto a sedere non ce l’hai, dove tutti sono amici di tutti e di nessuno, dove puoi ballare e scatenarti  in pista o tra i tavoli perché tutto è cosi informale e leggero. Ed eccole le lunghe tavolate con la tovaglia a quadretti, i fiori spontanei e le erbe aromatiche. Ed è cosi che abbiamo immaginato e trasformato questo fienile, nel pieno rispetto del buon senso e del decoro, buttando un occhio al caro e vecchio galateo e mettendo al centro le esigenze degli sposi e dei loro ospiti. Perché nulla va lasciato al caso.  Un intervento che ha richiesto molte ore di progettazione, molta pazienza da parte dei fornitori coinvolti, una buona dose di immaginazione ed una intera settimana in allestimento. Più facile a dirsi che a farsi, ma alla fine tutto è possibile. Perciò se non amate l’etichetta, il rigore della formalità, i luoghi canonici, o semplicemente, per il vostro giorno ciò che immaginate è il non convenzionale, valutate soluzioni alternative. Cercate, pesate, immaginate cosa potrebbe fare al caso vostro. Ma ricordate di affidarvi a professionisti competenti che possano non solo essere bravi, in maniera oggettiva, ma che sposino il vostro progetto, che rientrino nel quadro d’insieme e che riescano soprattutto a “leggere” ed interpretare ciò che voi volete per quel giorno. Ettore e Maila cosi l’avevano immaginato e cosi, per loro, lo abbiamo realizzato. Perciò dico che tutto è possibile, perché se lo puoi immaginare allora lo puoi fare.  Unconventional wedding. Matrimonio non convenzionale dove tutto è possibile.